Diventare pilota: come un simulatore di volo professionale può fare la differenza nella tua preparazione

Autore dell’articolo:
APICSI
Categoria:
Guide
Pubblicato il:
7 Giugno 2026
Hai deciso che vuoi pilotare aerei di linea. Magari hai già iniziato la scuola di volo, oppure stai valutando se è la strada giusta per te, o ancora – più avanti nel percorso – ti stai preparando alla selezione di una compagnia aerea che ti cambierà la vita.
Qualunque sia il punto in cui ti trovi, c’è un elemento che separa chi arriva preparato da chi arriva impreparato: la pratica su un simulatore professionale. Non quello che hai a casa con joystick e tre monitor (utilissimo, per carità), ma una vera cabina di pilotaggio cablata come quella di un aereo di linea.
In questo articolo ti spieghiamo perché questo tipo di allenamento è diventato un asset decisivo, soprattutto in fase di preparazione alle selezioni piloti.
Ti raccontiamo cosa ti aspetta in un assessment, su cosa ti valutano davvero le compagnie, e come noi di Flypont abbiamo strutturato il programma S.T.A.R. per portarti al sim check con la sicurezza di chi sa già cosa fare.
Il passaggio cruciale che separa l’aspirante pilota dal pilota assunto
Diventare pilota non è solo questione di brevetti. La licenza ATPL teorica, le ore di volo, il rating multi-engine – sono tappe necessarie ma non sufficienti. La vera selezione avviene quando bussi alla porta di una compagnia aerea.
In quel momento non importa più quante ore hai accumulato sul tuo Cessna 172 o quanto ti sei impegnato nei test teorici. Conta una cosa sola: sai pilotare un aereo di linea in un ambiente di tipo airline operations?
E qui si apre un divario gigantesco. Perché:
- La maggior parte dei cadetti arriva alla selezione senza aver mai messo le mani su un cockpit di un A320 o di un B737
- Le procedure di compagnia sono diverse da quelle imparate in accademia.
- Il sim check valuta competenze (gestione SID/STAR, ILS, raw data) che nelle scuole vengono solo sfiorate.
- Il tempo per “ambientarsi” alla cabina di un jet di linea, durante l’assessment, è praticamente zero.
Risultato? Anche piloti brillanti sulla carta possono inciampare al primo sim check perché non hanno mai vissuto l’ambiente di una cabina commerciale prima di quel momento. E l’ambiente, fidati, fa la differenza.
Cosa succede davvero durante un assessment in compagnia aerea
Prima di capire come prepararti, devi sapere esattamente cosa ti aspetta. Le selezioni piloti delle principali compagnie aeree europee seguono uno schema piuttosto consolidato, anche se ogni compagnia ha le sue peculiarità.
Il colloquio tecnico e comportamentale
La prima fase è quasi sempre un colloquio (a volte due) strutturato in più parti. Ti faranno domande di technical knowledge: principi di aerodinamica, sistemi dell’aeromobile, meteorologia, regolamenti operativi. Niente di trascendentale per chi ha studiato seriamente la teoria, ma il problema è un altro: devi saper rispondere sotto pressione, in inglese, con calma e chiarezza.
Poi arriva la parte comportamentale, dove valutano le tue soft skills: capacità di lavorare in team, gestione dello stress, leadership e followership, problem solving, autocritica. Le compagnie usano spesso il metodo STAR (Situation, Task, Action, Result) per strutturare le domande, e ti chiederanno di raccontare situazioni reali in cui hai dimostrato queste competenze.
Piccolo segreto: il colloquio comportamentale vale tanto quanto quello tecnico. Le compagnie aeree sanno che le competenze tecniche si possono insegnare durante il type rating, ma il carattere e l’attitudine no.
Il sim check: il momento che pesa di più
Ed eccoci al cuore della selezione. Il sim check – o sim assessment, o flight assessment, le compagnie lo chiamano in modi diversi – è la prova in cui ti mettono in cabina su un simulatore (di solito A320 o B737) e ti chiedono di volare.
Cosa ti aspetta concretamente:
- Un briefing iniziale sulle procedure di base che dovrai applicare
- Un volo strutturato che parte dal decollo (con relativa SID da seguire in raw data, cioè senza autopilota)
- Una fase di crociera breve, spesso con cambi di livello e gestione del flight management
- Un avvicinamento ILS o un non-precision approach (VOR, NDB, RNP, LOC)
- Almeno un go-around (riattaccata), perché vogliono vedere come gestisci una situazione di rapido cambio di scenario
- Un atterraggio finale in condizioni che possono essere standard o complicate da meteo avverso
- Quasi sempre un problem solving exercise, tecnico o non-tecnico
Il tutto, ovviamente, in inglese standard di aviazione, con un commissario esaminatore che ti osserva e – non meno importante – un copilota fittizio (spesso un altro candidato) con cui devi coordinarti.
Non è solo questione di “saper volare”. È questione di comportarti come un pilota di compagnia: scanning corretto, callout precisi, gestione del workload, comunicazione efficace, capacità di recupero dagli errori.
Le compagnie e le loro selezioni
Ogni compagnia ha le sue specificità, ma il nucleo del sim assessment resta sostanzialmente simile. Abbiamo lavorato con candidati che hanno affrontato selezioni per:
- Ryanair: notoriamente esigente sul sim check, valuta molto la stabilità del volo e l’aderenza alle procedure.
- Wizz Air: focus sul multi-crew cooperation
- Volotea: assessment completo con grande attenzione alle soft skills.
- Neos: standard elevati su raw data e gestione del volo manuale.
- British Airways: processo selettivo lungo e articolato, con sim check piuttosto tecnico.
In ognuna di queste compagnie, arrivare al sim check senza una preparazione specifica significa giocarsela al ribasso.
Perché un simulatore professionale è più utile del simulatore di casa
Lo diciamo subito: se hai un buon setup home cockpit con Microsoft Flight Simulator o X-Plane, sei già avanti rispetto a chi parte da zero. Il simulatore di casa è uno strumento prezioso per studiare procedure, fare ripetizioni mentali, imparare le checklist.
Ma c’è un punto in cui il simulatore di casa smette di bastare, e quel punto arriva esattamente quando devi prepararti a un assessment reale.
Le differenze sostanziali:
- L’ergonomia della cabina. In un cockpit reale di A320 i comandi non sono dove te li immagini. Le mani devono andare a memoria su switch, manette, MCDU. Sul simulatore di casa con tastiera e joystick, questo automatismo non lo sviluppi.
- La risposta dei comandi. Il sidestick di un A320 ha una sensibilità specifica, una forza di richiamo precisa. Quando ti siedi nel sim della compagnia per la prima volta, se hai sempre giocato con un joystick X52 Pro, le sensazioni saranno completamente diverse.
- La gestione del FMS. Il Flight Management System dell’A320 si programma con logiche che vanno conosciute. Su software amatoriali la simulazione è approssimativa.
- L’ambiente cabin. Avere accanto un istruttore pilota reale che ti fa pressione, ti chiede callout, ti corregge la fraseologia, ti mette emergenze impreviste – questo non lo replichi a casa.
- La fedeltà del comportamento dell’aereo. Un A320 vero risponde in un certo modo a turbolenze, raffiche di vento, perdita di motore. I sim professionali riproducono queste dinamiche con precisione molto superiore.
Attenzione: non stiamo dicendo che il simulatore di casa è inutile. Anzi, è complementare. Lo studio teorico, la memorizzazione delle procedure, il flight planning con SimBrief – tutto questo lo puoi fare benissimo dal salotto. Ma quando devi tradurre tutto in memoria muscolare e gesto operativo, hai bisogno di un cockpit vero.
A chi serve davvero allenarsi su un simulatore professionale
Non tutti hanno bisogno di un sim professionale allo stesso modo. Vediamo i tre profili principali che incontriamo nel nostro centro.
Allo studente pilota vicino alla selezione
Sei un cadetto o uno studente in fase finale del percorso ATPL, hai accumulato le ore richieste, magari hai già preso il multi-engine, e ora stai cominciando a candidarti per le compagnie. Sei il profilo per cui la preparazione su sim professionale è letteralmente decisiva.
In questa fase, ogni ora passata su un cockpit autentico è un investimento che si traduce direttamente in probabilità di passare il sim check. Non parliamo di un’attività ricreativa, parliamo di training mirato: ripetere SID, ILS e raw data finché diventano automatismi.
All’aspirante pilota che vuole capire se è la sua strada
Magari sei ancora alle scuole superiori, o stai finendo l’università, e il sogno del cockpit ti gira in testa da anni. Prima di investire decine di migliaia di euro in un’accademia di volo, vuoi capire se è davvero la tua strada.
Per te, sederti in una vera cabina di A320 è un esperimento di realtà. Non un giochino, ma un’esperienza che ti permette di:
- Capire concretamente cosa significa pilotare un aereo di linea
- Confrontarti con un pilota professionista vero che può raccontarti com’è davvero il lavoro
- Testare la tua reazione emotiva all’ambiente (alcune persone scoprono che non fa per loro, e meglio scoprirlo prima)
- Accelerare la decisione: vai avanti con il percorso o cambi direzione
Un buon metodo è quello di affrontare l’esperienza come un primo “assaggio professionale”, non come un’attrazione turistica. Chiedi all’istruttore di farti vedere le procedure base, di spiegarti come funziona davvero la vita in cabina.
Al pilota già brevettato che cambia compagnia
Sei già un pilota con type rating, magari operi su un altro velivolo o stai facendo selezioni per cambiare compagnia. In questo caso il sim professionale ti serve per ri-allinearti alle procedure specifiche dell’A320 e per rinfrescare competenze che magari non usi da tempo (raw data, non-precision approach).
Anche per piloti esperti, arrivare ad un sim check senza aver fatto qualche ora di refresh è un rischio. Il giudizio dei commissari esaminatori è impietoso.
Le manovre e le procedure su cui devi essere preparato
Adesso entriamo nel concreto. Quali sono le manovre che il sim check valuta e su cui devi assolutamente essere preparato?
Take-off e gestione SID
Il decollo sembra la fase più semplice – apri le manette e l’aereo va in aria – ma in realtà è dove molti candidati perdono punti subito. Ti valutano su:
- Lettura corretta delle checklist pre-take-off
- Gestione delle V-speeds (V1, VR, V2)
- Rotation corretta (angolo di pitch giusto, mai eccessivo)
- Inserimento immediato della SID corretta dopo il decollo
- Capacità di volare la SID in raw data, cioè leggendo direttamente gli strumenti senza affidarti completamente al flight director
La SID raw data è uno dei test che separa i candidati preparati dagli altri. Senza pratica specifica, è quasi impossibile farla pulita al primo tentativo.
ILS approach e Non Precision Approach
L’avvicinamento strumentale è il pane quotidiano del pilota di linea. Te ne chiederanno almeno uno, spesso due.
ILS approach: avvicinamento di precisione con localizzatore e glide path. Sembra il più facile, ma valutano la precisione con cui ti mantieni sui due indicatori, la corretta configurazione dell’aereo a ogni gate, la stabilità a 1000 ft.
Non Precision Approach: VOR, NDB, RNP o LOC. Qui la difficoltà sale notevolmente. Devi gestire il profilo verticale manualmente (o con autopilota in modalità più “stupida”), restando sopra l’MDA (Minimum Descent Altitude) finché non vedi la pista.
Le compagnie valutano molto la stabilità del volo in queste fasi. Se arrivi alla soglia con il velivolo che oscilla, ti penalizzano pesantemente.
Go Around
La riattaccata è il momento che pesa enormemente. Perché in pochi secondi devi:
- Aumentare le manette (TOGA)
- Retrarre i flap di un grado
- Mantenere il pitch corretto
- Comunicare il go-around alla torre
- Riconfigurare l’aereo per un nuovo avvicinamento
E tutto questo dopo che la tua mente era già “atterrata”, concentrata sulla pista. Il go-around testa la tua capacità di cambio mentale rapido e di gestione dello stress.
Problem Solving e gestione delle anomalie
In quasi tutti i sim assessment ti lanceranno un problema imprevisto. Può essere tecnico (un guasto motore, un’avaria idraulica, un fumo in cabina) o non-tecnico (un passeggero indisposto, un cambio di destinazione last minute, un conflitto con il copilota).
Quello che valutano non è tanto la soluzione tecnica perfetta, ma come tu ragioni sotto pressione: applichi il modello FORDEC? Comunichi chiaramente? Mantieni lucidità? Coinvolgi il copilota nelle decisioni?
Il problem solving è dove le soft skills diventano competenze tecniche, e dove l’allenamento specifico fa una differenza enorme rispetto a chi improvvisa.
Il programma S.T.A.R. di Flypont: come ti prepariamo alle selezioni
Abbiamo creato il programma S.T.A.R. (SIM Training for Airline Recruitment) proprio perché ci siamo resi conto che esiste una richiesta concreta da parte di candidati pilota che vogliono arrivare al sim check con una preparazione strutturata, non improvvisata.
S.T.A.R. è progettato per darti un vantaggio competitivo e farti sentire pronto e sicuro di te. Ogni punta della stella nel nostro logo rappresenta un key performance point su cui ti formiamo. Vediamo cosa include il programma.
Sessione su cabina autentica di Airbus A320. Non parliamo di un cockpit replica, ma del nostro simulatore costruito con componenti originali di un ex Airbus A320 EasyJet. Pulsanti, leve, sidestick, MCDU – tutto come in un A320 reale.
Durata flessibile. Puoi scegliere tra 2, 3 o 4 ore di sessione, in base al tuo livello di preparazione e a quanto manca al tuo assessment. Più tempo prima, più sessioni puoi fare per consolidare gli automatismi.
Allenamento Pilot Flying e Pilot Monitoring. Non ti formiamo solo a volare l’aereo, ma anche a gestire il ruolo del copilota – perché nelle selezioni dovrai dimostrare di saper fare entrambi i ruoli.
Programma operativo specifico:
- Take-Off
- SID e STAR in raw data
- ILS Approach
- Go Around
- Non Precision Approach (VOR, LOC, NDB, RNP)
- Landing
- Problem Solving Exercise (technical o non-technical)
In pratica, ripercorriamo esattamente lo schema di un sim check reale, dandoti la possibilità di farlo e rifarlo finché ogni manovra diventa naturale.
Istruttori che sono piloti commerciali professionisti. Le sessioni S.T.A.R. sono condotte da piloti reali che operano nelle compagnie aeree europee. Significa che ricevi feedback come quelli che riceveresti in un vero assessment, con la fraseologia, lo standard operativo e la pressione corretta.
Focus sulle soft skills richieste dalle compagnie. Non ti alleniamo solo sulla parte tecnica. Ti prepariamo anche su come gestire la pressione, come comunicare con il commissario, come strutturare le risposte alle domande comportamentali. Affiniamo le soft skills richieste dalle compagnie aeree, non solo i parametri di volo.
Fino ad oggi abbiamo preparato con successo candidati per Neos, Wizz Air, Volotea, Ryanair e British Airways. Non possiamo (e non vogliamo) garantirti l’assunzione – quella dipende esclusivamente da te e dalla commissione – ma possiamo darti la tranquillità di arrivare al sim check avendo già fatto quello che dovrai fare.
Quanto tempo prima della selezione iniziare a prepararsi
Ti starai chiedendo: quando devo iniziare? La risposta dipende dal tuo livello di partenza, ma in linea di massima:
- Se sei un cadetto fresco di brevetto e non hai mai messo le mani su un cockpit di linea, inizia almeno 2-3 mesi prima della selezione. Avrai bisogno di più sessioni distribuite nel tempo per consolidare gli automatismi.
- Se hai già esperienza simulatori avanzati o sei un pilota brevettato che cerca un refresh, 3-6 settimane prima possono bastare, soprattutto se concentri il training nell’ultimo mese.
- Se la selezione è già confermata e mancano solo poche settimane, vieni comunque. Anche una sola sessione mirata è meglio di nessuna preparazione specifica. Meglio arrivare avendo visto la cabina almeno una volta, che entrare nel sim del commissario completamente al buio.
Un buon metodo è alternare: studio teorico delle procedure di compagnia a casa, sessioni S.T.A.R. da noi per la pratica, ripasso mentale dei flow nel mezzo. Questo schema massimizza il ritorno di ogni ora investita.
L’esperienza per chi sta ancora valutando il percorso
Una nota per chi non è ancora in fase di selezione, ma sta semplicemente esplorando il sogno del volo. Anche se non ti serve un training strutturato come il S.T.A.R., una sessione Advanced sul nostro A320 ti permette di:
- Provare in prima persona com’è davvero pilotare un aereo di linea
- Capire se le sensazioni del cockpit ti emozionano o ti spaventano
- Confrontarti con istruttori che sono piloti veri e chiederci tutto quello che vuoi sapere sulla professione
- Costruirti un’idea informata prima di investire in una scuola di volo
Per chi è già un appassionato avanzato (magari simula a casa da anni, conosce le procedure, vorrebbe iniziare il percorso ATPL), la sessione Advanced è un passo intermedio perfetto prima di candidarti formalmente a un’accademia.
Domande frequenti sulla preparazione alle selezioni piloti
Quanto costa una sessione di preparazione S.T.A.R. al simulatore?
I costi variano in base alla durata della sessione (2, 3 o 4 ore) e al livello di approfondimento richiesto. Ti consigliamo di compilare il form sulla pagina dedicata al programma S.T.A.R. per ricevere un preventivo personalizzato in base al tuo profilo e alle tue esigenze.
Posso fare il programma S.T.A.R. anche se non ho ancora la licenza ATPL?
Sì. Il programma è strutturato per adattarsi al tuo livello. Se sei in una fase iniziale del percorso, lavoreremo sulle basi del cockpit A320 e sulla familiarizzazione. Se sei vicino alla selezione, simuleremo direttamente lo scenario di sim check.
Il simulatore Flypont è certificato per il logbook ATPL?
No, il nostro simulatore è un FNPT/FTD non certificato EASA per le ore loggabili. Lo scopo del programma S.T.A.R. è la preparazione alla selezione, non l’accumulo di ore ufficiali. Per il logbook devi rivolgerti a un ATO certificato.
In quale lingua si svolgono le sessioni S.T.A.R.?
Possiamo condurle in italiano o in inglese, in base alla tua preferenza. Se ti stai preparando a una selezione di una compagnia europea, ti consigliamo di fare almeno parte della sessione interamente in inglese per allenare anche la fraseologia operativa sotto pressione.
Posso ripetere più sessioni S.T.A.R. nei mesi precedenti alla selezione?
Assolutamente sì, ed è anzi l’approccio che consigliamo. Più ripetizioni distribuite nel tempo consolidano meglio gli automatismi rispetto a un’unica sessione lunga concentrata.
Cosa devo portare con me alla sessione?
Ti consigliamo di portare le carte aeronautiche dell’aeroporto su cui vorresti esercitarti (se ne hai), eventuali appunti delle procedure di compagnia che stai studiando, e un abbigliamento comodo. Per il resto, ci pensiamo noi.
Arriva preparato. Arriva sicuro
Diventare pilota di linea è un percorso lungo, impegnativo, costoso. Non puoi permetterti di arrivare al momento decisivo – la selezione in compagnia – con una preparazione approssimativa.
Un simulatore di volo professionale è oggi uno degli strumenti più efficaci per colmare il divario tra la formazione accademica e le competenze operative richieste in un sim check reale. E il programma S.T.A.R. è il modo in cui noi di Flypont ti accompagniamo concretamente in questa fase.
Se stai per affrontare una selezione, se sei a metà del percorso ATPL, o se ancora stai decidendo se quella del cockpit è davvero la tua strada – abbiamo un’esperienza pensata per te.
Richiedi informazioni sul programma S.T.A.R. e raccontaci a che punto sei. Insieme costruiamo il percorso di preparazione che ti porta al sim check con la sicurezza di chi sa già cosa fare.
Pronto a salire in cabina?





